Evoluzione nel campo delle risposte al consumo di stupefacenti

La politica europea

Dalla valutazione di medio periodo del piano d’azione dell’Unione europea in materia di droga per il 2000–2004, effettuata dalla Commissione europea, emerge che gli Stati membri riconoscono che la politica di riduzione della domanda di stupefacenti riveste un carattere prioritario e seguono le linee esposte nel piano d’azione. Emerge però anche l’esigenza che l’Unione europea faccia uno sforzo ancora maggiore per sviluppare programmi di prevenzione innovativi. Pur riconoscendo i progressi compiuti, la suddetta valutazione sottolinea che c’è ancora molto da fare e che bisogna, ad esempio, elaborare sistemi di valutazione delle attività nazionali ed europee.

Le due presidenze del Consiglio del 2002, quella spagnola e quella danese, hanno presentato alcune risoluzioni volte ad accentuare l’impegno degli Stati membri ad investire di più in programmi di prevenzione in materia di droga da inserire nei piani di studio scolastici, ad intensificare gli sforzi diretti alla prevenzione dell’uso di stupefacenti a fini ricreativi, nonché a migliorare il trattamento terapeutico di chi fa uso di droghe in carcere. Nel maggio 2002, la Commissione ha presentato una proposta, preparata insieme all’OEDT, di raccomandazione del Consiglio sulla prevenzione e la riduzione dei rischi causati dalla tossicodipendenza, la quale si richiama all’obiettivo della strategia dell’Unione europea in materia di droga di ridurre in maniera sostanziale l’incidenza dei danni causati alla salute dall’uso di stupefacenti, facendo ricorso a misure di riduzione del rischio che abbiano dimostrato la loro efficacia.