Consumo di stupefacenti tra la popolazione generale (1) (2)

Per formulare e valutare le linee politiche e le iniziative di prevenzione in materia di stupefacenti, è importante disporre di informazioni affidabili sull’estensione e sui modelli del consumo di stupefacenti, ma anche sull’età in cui se ne fa uso per la prima volta, tra la popolazione generale e tra i giovani, senza trascurare le caratteristiche dei consumatori di stupefacenti e la loro percezione del rischio. Il consumo di stupefacenti tra la popolazione generale viene misurato con indagini, dalle quali emerge una stima della percentuale della popolazione che ha fatto uso di stupefacenti in un determinato arco di tempo. Le misurazioni più frequenti sono:

I dati riguardanti «l’esperienza una tantum» sono sempre più elevati rispetto agli altri due gruppi, in quanto questo gruppo comprende chiunque abbia provato sostanze stupefacenti, a prescindere dal momento in cui ne ha fatto uso. I dati relativi «all‘uso recente» sono in genere inferiori, ma riflettono meglio la situazione. «L’uso corrente» può essere un indicatore del numero delle persone che utilizzano sostanze stupefacenti con regolarità, ma i dati sono in genere abbastanza bassi. Mettendo insieme l’esperienza una tantum e l’uso recente o corrente si possono ricavare informazioni sui modelli di consumo degli stupefacenti (i tassi di uso continuato, ad esempio).

Molte indagini prevedono anche domande riguardanti l’età in cui si è fatto uso per la prima volta di sostanze stupefacenti e la frequenza dell’uso, informazioni che consentono una stima dell’incidenza e rivelano le differenze esistenti nei modelli di consumo degli stupefacenti, quali dosi più elevate o uso più frequente (il che implica un rischio maggiore). Inoltre, possono essere individuate le eventuali correlazioni tra il consumo di stupefacenti e i fattori sociodemografici, le opinioni e le percezioni del rischio, gli stili di vita, i problemi sanitari, ecc.

Quando si considerano le differenze nei dati nazionali complessivi, bisogna tenere conto di vari fattori. L’entità della popolazione urbana e di quella rurale in ogni paese può spiegare in parte le differenze. Altre variazioni possono dipendere da fattori di carattere generazionale (l'anno di nascita, vale a dire la coorte di nascita in cui si è diffuso il consumo di stupefacenti) e dal fenomeno di progressiva convergenza degli stili di vita degli uomini e delle donne. Anche il contesto sociale e culturale può influenzare l’autosegnalazione del consumo di stupefacenti. Infine, questioni di tipo metodologico, quali errori di campionatura e mancata risposta possono influire sui risultati. L’analisi comparata tra i paesi va fatta con cautela, in particolare quando le differenze sono modeste; la formulazione e la valutazione delle politiche in materia di droga dovrebbero prendere in considerazione, tra l’altro, le specifiche fasce d’età, le coorti di nascita (gli individui nati in un determinato anno), il genere (maschile/femminile) ed il luogo di residenza della popolazione oggetto di indagine (ad esempio, prevalentemente urbana o rurale).


(1) Per ulteriori spiegazioni cfr. riquadro 1 OL: Metodi usati per stimare il consumo di stupefacenti nella popolazione generale.

(2)  Cfr. le linee guida dell’OEDT per l’indicatore chiave «prevalenza e modelli di consumo degli stupefacenti tra la popolazione generale – indagini tra la popolazione».