Consumo problematico di stupefacenti

Il consumo problematico di stupefacenti è definito come «l’uso di sostanze stupefacenti per via parenterale oppure l’uso prolungato/regolare di oppiacei, cocaina e/o anfetamine» (8).

Grafico 4

Stima del consumo problematico di stupefacenti in vari Stati membri dell’UE (prevalenza annuale più recente ogni 1 000 abitanti d’età compresa fra i 15 ed i 64 anni)

Grafico 4

NB:

I dati mostrano per ogni paese l’intervallo composto da diverse stime. I dati possono essere basati su metodi diversi e fonti diverse e vanno interpretati con cautela (per stime specifiche e maggiori dettagli cfr. tabelle statistiche on line). I punti indicano il centro dell’intervallo, mentre la linea rappresenta la fascia d’incertezza, o intervallo di confidenza del 95 %. Quanto più lunga è questa linea, tanto più ampio è l’intervallo delle stime di prevalenza (non disponibile per Spagna e Irlanda). Tutte le stime sono compatibili con la definizione dell’OEDT di consumo problematico di stupefacenti. La stima della Svezia è stata adeguata alla luce di tale definizione.

Fonti: Punti focali nazionali tramite il progetto dell’OEDT: «National prevalence estimates of problem drug use in the European Union, 1995–2000», CT.00.RTX.23, Lisbona, OEDT, 2003. Coordinato dall’Institut für Therapieforschung, Monaco.

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Data l’affidabilità degli attuali metodi di stima, la qualità dei dati e la disponibilità di dati, non è sempre possibile interpretare in maniera attendibile le linee di tendenza. Inoltre, non c’è nessun metodo di stima che possa essere utilizzato in tutti i paesi in maniera comparabile; ne segue che i confronti tra un paese e l’altro devono essere fatti con cautela.

Svariati paesi segnalano variazioni delle stime, suggerendo un aumento del consumo problematico di stupefacenti a partire dalla metà degli anni Novanta. Su 16 paesi, otto riferiscono stime maggiori del consumo problematico di stupefacenti (Germania, Spagna, Italia, Lussemburgo, Finlandia, Svezia) o del consumo per via parenterale (Belgio e Norvegia) nel corso degli anni Novanta, anche se l’aumento registrato in Svezia a livello nazionale non sembra confermato da due studi locali (9).

Il consumo problematico di stupefacenti viene stimato a 2–10 casi ogni 1 000 abitanti d’età compresa tra i 15 ed i 64 anni (punti intermedi delle stime). Il dato più elevato viene segnalato da Italia, Lussemburgo, Portogallo e Regno Unito (6–10 casi ogni 1 000 abitanti d’età compresa tra i 15 ed i 64 anni). Il dato più basso si ha in Germania, Paesi Bassi ed Austria, con circa tre consumatori problematici di stupefacenti ogni 1 000 abitanti d’età compresa tra i 15 ed i 64 anni. Non sono disponibili dati per Belgio e Norvegia (cfr. grafico 4).

In Finlandia e Svezia, la maggioranza dei consumatori problematici di stupefacenti è costituita da soggetti che fanno un uso primario di anfetamine (stima dal 70% all’80% in Finlandia nel 1999). Questo dato è in controtendenza rispetto ad altri paesi, dove i consumatori problematici di stupefacenti sono in gran parte soggetti che fanno un uso primario di oppiacei (e spesso sono poliassuntori). In Spagna, la cocaina è diventata un fattore importante tra le problematiche segnalate (dati relativi ai trattamenti ed alle situazioni d’emergenza): questo è confermato da stime recenti della prevalenza. Alcuni paesi (Germania, Paesi Bassi) segnalano un'elevata prevalenza di cocaina crack tra i consumatori problematici di stupefacenti, anche se prevalentemente nelle grandi città e soprattutto tra i soggetti che fanno uso primario di oppiacei.



Grafico 6

Andamento del consumo di stupefacenti per via parenterale negli Stati membri dell’UE, 1990–2001 (percentuale dei consumatori di eroina che sono in trattamento)

item Danimarca | item Grecia | item Spagna | item Francia (2) | item Irlanda | item Italia (1) | item Lussemburgo | item Paesi Bassi | item Portogallo | item Finlandia | item Svezia | item Regno Unito

NB:

(1) Italia: dati ricavati dalla tabella standard 04 (2002).

(2) I dati non sono disponibili per il 1998 della Francia; la cifra è stata ottenuta per interpolazione.

I dati rappresentano alcune migliaia di casi per paese all’anno e, nella maggior parte dei paesi, comprendono quasi tutti i casi trattati a livello nazionale.

Fonti: Punti focali nazionali tramite il progetto dell’OEDT: «Treatment demand indicator».

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Per il consumo di stupefacenti per via parenterale, una sottocategoria del consumo problematico di stupefacenti, esistono stime separate Queste stime si basano su metodi a coefficiente semplice, facendo uso dei dati relativi alla mortalità e degli indici delle infezioni da virus dell’immunodeficienza (HIV) o dell’epatite C (HCV). Dato che è difficile distinguere tra chi fa un uso corrente per via parenterale (un indice che probabilmente è rappresentato al meglio dalle stime basate sulla mortalità) e chi ha fatto un uso una tantum per via parenterale (dalle stime sul virus HIV/HCV), le stime sono difficilmente comparabili. Il consumo di stupefacenti per via parenterale viene stimato in genere a 2-5 casi ogni 1 000 abitanti d’età compresa tra i 15 ed i 64 anni (per cinque Stati membri non si hanno dati). Per il Lussemburgo la stima è superiore, quasi 6 casi ogni 1 000 abitanti. Le stime del consumo di stupefacenti per via parenterale indicano qual è la popolazione a rischio, in termini di conseguenze gravi per la salute o decesso correlato agli stupefacenti (cfr. grafico 5).

L’analisi della percentuale dei soggetti che fanno un uso per via parenterale di eroina, rispetto ai consumatori di eroina in trattamento, suggerisce l’esistenza di notevoli differenze nella prevalenza del consumo di stupefacenti per via parenterale tra un paese e l’altro, nonché variazioni dell’andamento nel tempo (cfr. grafico 6). In alcuni paesi, il livello del consumo di stupefacenti per via parenterale sembra relativamente basso (Portogallo, Paesi Bassi), mentre in altri paesi, tra i consumatori di eroina in trattamento, i livelli del consumo di stupefacenti per via parenterale sono elevati (Grecia, Lussemburgo). In quasi tutti i paesi l’uso di stupefacenti per via parenterale tra consumatori di eroina sottoposti a trattamento sembra essere diminuito nell’arco degli anni Novanta, anche se i dati di alcuni paesi suggeriscono aumenti dal 1996 e più di recente (Irlanda, Finlandia), dati che, se confermati, sono preoccupanti e sui quali occorre intervenire. Nel Regno Unito la percentuale dei consumatori per via parenterale è diminuita fino al 1996, ma è aumentata l’anno seguente e da allora si è mantenuta stabile.

I medesimi dati rapportati percentualmente a chi, tra i consumatori di oppiacei in trattamento, fa attualmente uso di oppiacei per via parenterale, con un fattore di ponderazione dato dal numero assoluto stimato di consumatori problematici di stupefacenti (cfr. tabella statistica 4), suggeriscono che nell’UE circa il 60 % dei consumatori problematici di stupefacenti ne fa uso per via parenterale, ma con notevoli differenze tra un paese e l’altro (variazione non indicata). Se la percentuale dei consumatori problematici di stupefacenti nell’UE nel suo insieme è compresa tra 4 e 6 casi ogni 1 000 abitanti d’età compresa tra i 15 ed i 64 anni, ciò vuol dire che i consumatori problematici di stupefacenti sono 1-1,5 milioni, di cui 600 000–900 000 ne fanno uso per via parenterale.


(8) Per maggiori dettagli, cfr. riquadro 2 OL: Definizione e metodi utilizzati per stimare il consumo problematico di stupefacenti.

(9) Cfr. riquadro 3 OL: Tendenze e modelli del consumo problematico di stupefacenti, per paese.