Malattie infettive correlate agli stupefacenti (15)

Prevalenza e tendenze dell’HIV e dell’AIDS

Le malattie infettive correlate al consumo di stupefacenti per via parenterale hanno un notevole impatto sui costi economici e sociali del consumo di stupefacenti, anche nei paesi in cui la prevalenza dell’HIV non è elevata (Postma et al., 2001; Godfrey et al., 2002). Le malattie infettive possono essere prevenute fornendo ai consumatori di stupefacenti per via parenterale informazioni adeguate sulla trasmissione delle malattie, aghi puliti (Hurley et al., 1997; Commonwealth of Australia, 2002) e la vaccinazione contro i virus dell’epatite A e B. Sono ora disponibili terapie efficaci di contrasto alle infezioni da HIV e HCV e, poiché la prevalenza di infezioni tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale è spesso molto elevata, le politiche miranti alla prevenzione ed al trattamento delle infezioni sono spesso le più efficaci in termini di costi/benefici nell’area delle droghe.

L’OEDT si occupa sistematicamente del monitoraggio della prevalenza dell’infezione da HIV e dell’epatite B e C tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’Unione europea. La prevalenza aggregata (complessiva e distinta per sottogruppi) è raccolta in ambienti di routine diversi (soggetti in trattamento, programmi di scambio di aghi, carceri) nonché da studi specifici (16). Per quanto i dati siano di difficile comparazione in quanto provengono appunto da fonti diverse, essi forniscono un’idea complessiva delle differenze esistenti tra un paese e l’altro, tra una regione e l’altra e tra un ambiente e l’altro. L’aspetto più importante è che, seguendo le linee di tendenza nel tempo, specialmente la prevalenza tra i giovani ed i neoconsumatori di stupefacenti per via parenterale, si ottengono informazioni fondamentali circa la diffusione delle malattie infettive tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale ed il successo di misure politiche preventive. L’obiettivo a lungo termine è quello di migliorare la qualità e la comparabilità dei dati derivanti dalle fonti di routine esistenti e di avviare studi locali ed europei sulla siero-prevalenza tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale che siano veramente comparabili.

Grafico 11

Prevalenza dell’infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale negli Stati membri dell’UE ed in Norvegia

Grafico 11

NB:

Le cifre tra parentesi sono dati a livello locale. Le differenze fra i vari paesi devono essere interpretate con cautela a causa della diversa tipologia delle fonti e, in alcuni casi, della presenza di dati di carattere locale o segnalati spontaneamente. Quando un paese è contrassegnato da un colore, il valore indicato esprime il punto mediano del campo di variazione della prevalenza ottenuta da diverse fonti di dati.

La mappa riassuntiva serve a dare una rassegna generale della prevalenza dell’HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE. Sono riportati i dati per l’anno più recente a disposizione. Sono esclusi i dati da campioni senza informazioni sullo stato di questi consumatori. Se ciò comportava l’esclusione di fonti che aumentano la possibilità di generalizzazione (ad es. dati nazionali, dati di ambienti extraterapeutici) sono stati combinati dati di più di un anno. I dati per Italia, Portogallo e Norvegia sono limitati alla prevalenza dell’HIV tra consumatori di stupefacenti per via parenterale in terapia e non sono significativi per quanto riguarda la prevalenza dell’HIV tra consumatori di stupefacenti per via parenterale che non sono in terapia. In alcuni paesi e in alcune città (Grecia, Portogallo, Roma), il fatto di avere problemi di salute è un criterio di selezione per essere ammessi alla terapia antidroga; a causa delle lunghe liste di attesa o dei programmi speciali per consumatori di stupefacenti per via parenterale con infezione, ciò può dar luogo ad una maggiorazione della prevalenza. La prevalenza di questa mappa non deve essere confrontata con precedenti versioni per cercare di scoprire l’evoluzione nel tempo, poichè il numero e il tipo di fonti può essere diverso, a seconda della disponibilità di dati. Per le tendenze nel tempo, le informazioni metodologiche e le fonti, cfr. tabella statistica 12: Prevalenza dell’infezione da HIV (in percentuale sulle persone che hanno contratto infezione) tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE ed in Norvegia (EN) e riquadro 6 OL: Fonti di dati – prevalenza.

Fonte: Punti focali nazionali Reitox. Per tutti i dettagli e le fonti primarie cfr. tabella statistica 10: Tabella riassuntiva della prevalenza dell’infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE (EN) e tabella statistica 12.

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I dati disponibili suggeriscono che la prevalenza dell’infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale varia notevolmente da un paese all’altro, nonché all’interno del medesimo paese. I livelli di infezione segnalati dalle varie fonti variano dall’1% circa del Regno Unito (indagini e screening anonimi non collegati) ad oltre il 30% in Spagna (test diagnostici di routine durante il trattamento), ma sono in genere stabili (17). Negli ultimi anni il panorama complessivo non è cambiato (grafico 11).

A partire dal 1995, in alcuni paesi o regioni, la prevalenza dell’HIV è rimasta estremamente elevata tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale. Per quanto, nella maggior parte dei casi, il dato rifletta epidemie già esistenti, sforzi specifici di prevenzione sono molto importanti (per esempio, sforzi per prevenire la trasmissione ai neoconsumatori di stupefacenti per via parenterale, ai loro partner e dalla madre al figlio). La prevalenza è risultata superiore al 25% in alcune regioni e città (18).

L’andamento della prevalenza dell’HIV fornisce informazioni importanti rispetto all’elaborazione ed alla valutazione delle politiche in materia. È necessario moltiplicare le iniziative se l’andamento suggerisce che i livelli di infezione sono in aumento, ma può non essere necessario se i livelli delle infezioni sembrano diminuire. Tuttavia, anche nelle aree in cui la prevalenza è stabile o in diminuzione, possono presentarsi nuove infezioni. Negli ultimi anni è stato segnalato un aumento della trasmissione del virus dell’HIV tra (sottogruppi di) consumatori di stupefacenti per via parenterale in alcune regioni o città di Spagna, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Finlandia e Regno Unito, anche se in alcuni di questi paesi sono state segnalate anche forti diminuzioni (19). I dati italiani mostrano che nei paesi in cui il numero dei casi di infezione è significativo la media nazionale è di valore limitato, per cui, per valutare il successo della prevenzione, è importante disporre di dati suddivisi per regioni più piccole o città (cfr. grafico 11 OL). Tuttavia, pochi paesi finora possono fornire dati nazionali suddivisi per regione. Per seguire l’andamento nel tempo, occorrerebbe idealmente affiancare ai dati relativi alla prevalenza le segnalazioni dei casi neo-diagnosticati. Per quanto non si disponga ancora di dati per i paesi in cui è segnalata la prevalenza più elevata, e per quanto molto dipenda ancora dai modelli di effettuazione dei test, in Finlandia i dati derivanti dalle segnalazioni hanno contribuito ad identificare un nuovo aumento dell’indice di trasmissione. Recentemente, il Portogallo ha cominciato a fornire dati relativi alle segnalazioni di HIV, i quali rivelano indici molto più elevati per milione di abitanti rispetto agli altri paesi che forniscono dati (20).



La prevalenza dell’HIV tra i giovani consumatori di stupefacenti per via parenterale può fornire un ulteriore riscontro circa l’efficacia delle misure di prevenzione, in quanto in media i giovani hanno contratto l'infezione più di recente rispetto al gruppo complessivo. Per quanto i campioni siano di ridotta dimensione, questi dati suggeriscono che negli ultimi anni, in diverse regioni, l'infezione da HIV ha effettivamente colpito la fascia più giovane dei consumatori di stupefacenti per via parenterale (21).

Per alcuni paesi, si hanno anche informazioni sulla prevalenza dell’HIV tra i neoconsumatori di stupefacenti per via parenterale. Questo è un indicatore ancora migliore delle infezioni recenti da HIV e può riflettere l’incidenza dell’infezione da HIV, fornendo così maggior prova dell’efficacia delle misure di prevenzione. Presumendo che i consumatori di stupefacenti per via parenterale lo siano da meno di 2 anni, ma lo siano in media da 1 anno, la prevalenza in quel gruppo può fornire una stima dell’incidenza. I dati disponibili suggeriscono che l’incidenza dell'esposizione alle malattie infettive ogni 100 persone/anno tra i neoconsumatori di stupefacenti per via parenterale (intervallo di confidenza del 95 %) può variare dallo 0–3,7 % in Inghilterra e Galles (0/122, 1998), allo 0,8–11,4 % nella comunità fiamminga del Belgio (3/77, 1998–99), al 4,4–14,5 % di Coimbra, Portogallo (12/127, 1999–2000), al 4,4–15,5 % in Francia (11/111, status di sieropositività dichiarato da chi partecipa ai programmi di scambio di aghi, 1998) (22). I dati relativi a Belgio, Francia e Portogallo derivano però da test di routine e possono essere influenzati dalla selezione effettuata. (I dati relativi al Portogallo potrebbero essere sovrastimati a causa dei criteri di selezione dei centri di disintossicazione, che danno priorità ai consumatori problematici e/o sieropositivi.)

I dati relativi all’AIDS forniscono scarse informazioni sull’andamento delle nuove infezioni da HIV, in considerazione sia del lungo periodo di incubazione dell’HIV prima che compaiano i sintomi dell’AIDS, sia dei miglioramenti intervenuti nel trattamento dell’HIV, che ritardano la manifestazione dell’AIDS. L’incidenza dell’AIDS, comunque, continua a riflettere l’andamento dei casi di infezione da HIV registrati nei vari paesi. L’incidenza dell’AIDS è diminuita nella maggior parte dei paesi a partire dal 1996 circa, a seguito dei migliorati trattamenti per l’HIV e forse della probabile diminuzione dei tassi d'infezione negli anni Novanta. In Portogallo gli ultimi dati mostrano che l’incidenza dell’AIDS tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale è in calo a partire dal 1999 (cfr. grafico 12 OL), il che potrebbe indicare un ricorso al trattamento per l’HIV coerente con le segnalazioni del sistema di trattamento antidroga.




(15) Un’analisi più dettagliata dell’argomento si trova nella relazione annuale 2001, capitolo 3, Questioni specifiche – malattie correlate agli stupefacenti.

(16) Cfr. il sito web dell’OEDT per maggiori dettagli sui metodi e sulle linee guida.

(17) Per maggiori dettagli su questi dati e per le fonti originali, cfr. tabella statistica 10: Tabella riassuntiva della prevalenza dell’infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE ; e tabella statistica 12: Prevalenza dell’infezione da HIV (in percentuale sulle persone che hanno contratto infezione) tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE ed in Norvegia.

(18)  Cfr. riquadro 4 OL: Aree con un'elevata prevalenza di HIV, aumento e diminuzione della trasmissione dell’HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale in alcuni paesi dell’UE, prevalenza dell’HIV tra i giovani consumatori di stupefacenti per via parenterale.

(19) Cfr. riquadro 4 OL.

(20) Cfr. tabella statistica 15: Nuovi casi diagnosticati di infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE ed in Norvegia.

(21) Cfr. riquadro 4 OL.

(22) Cfr. tabella statistica 15: Nuovi casi diagnosticati di infezione da HIV tra i consumatori di stupefacenti per via parenterale nell’UE ed in Norvegia.