Misure volte a ridurre i reati contro l’ordine pubblico e di disturbo alla quiete pubblica

In quest’ultimo anno, le disposizioni legislative di alcuni Stati membri hanno cercato di minimizzare l’impatto sociale del consumo di stupefacenti, garantendo un controllo più stringente dell’ordine pubblico e della quiete pubblica.

In Irlanda, la Criminal Justice Bill del 2002 è stata emanata per rendere più severa la legge del 1994 sull’ordine pubblico. Le persone condannate ai sensi della legge del 1994 per un reato contro l’ordine pubblico, fra cui intossicazione in pubblico (per consumo di droghe), che potrebbero mettere in pericolo se stesse o altri, sono passibili di una «ordinanza di esclusione» che vieta loro di entrare in determinati locali o trovarsi vicino ad essi, fra cui locali muniti di licenza, sale da ballo o punti di ristorazione.

Nel Regno Unito, la sezione 8 del Misuse of Drugs Act, che si applica ai locatari ed ai gestori di determinate tipologie di locali, è stata modificata per includere il consumo illegale di qualsiasi droga «controllata» (prima si applicava soltanto a sostanze fumate come cannabis ed oppio) anche nelle «crack house». Tuttavia, data l’ampia portata di queste misure, il governo ha poi deciso che le proposte della sezione 8 potrebbero non essere abbastanza efficaci per risolvere questo problema e sta quindi cercando di varare la nuova legge sul comportamento antisociale, diretta più ai locali che alle persone, che autorizzerà la polizia, previa consultazione delle autorità locali, a chiudere le crack house entro 48 ore. Pertanto, il Regno Unito non intende per il momento applicare l’emendamento della sezione 8, lettera d, ma lo potrebbe fare nel caso in cui le sanzioni previste dalla legge sul comportamento antisociale non si rivelassero del tutto efficaci nei prossimi due anni.

Nei Paesi Bassi, la legge Victoria del 1997 ha dato ai sindaci il potere di chiudere i locali in cui il consumo o il traffico di stupefacenti provoca disturbo alla quiete pubblica. Tuttavia, poiché la chiusura degli edifici può incidere negativamente sul decoro e sulla struttura sociale dell’ambiente circostante, la nuova legge Victor del maggio 2002 consente ai comuni di assegnare nuovamente i locali precedentemente chiusi, permettendo per esempio a nuovi affittuari di disporre dei locali. Nella città di Venlo, un progetto pilota quadriennale in cui sono coinvolti polizia, pubblici ministeri e governo, mira a ridurre i fastidi creati dai molti «turisti per droga» che comprano cannabis in coffee shop privi di licenza. Nel luglio 2002, il sindaco di Rotterdam, esercitando i poteri previsti dalla Municipality Act, ha imposto personalmente un divieto della durata di 6 mesi a circa 50 tossicodipendenti che frequentavano un quartiere cittadino e arrecavano disturbo ai residenti. Tuttavia, il tribunale regionale ha deciso che, nonostante il sindaco abbia il diritto di combattere le varie forme di disturbo alla quiete pubblica, un divieto di 6 mesi fosse troppo lungo e non giustificato; nonostante questo, la città di Rotterdam intende perseguire la sua politica di divieti.

In Danimarca, nel giugno 2001 è entrata in vigore una legge che proibisce l’ingresso a determinati locali. L’obiettivo della legge è fornire modalità più efficaci di intervento rispetto ai club della cannabis e ad altre forme di criminalità organizzata che si manifestano in determinati locali e creano preoccupazioni al vicinato. La legge consente alla polizia, previa ammonizione, di emettere un’ingiunzione della durata di 3 mesi contro il proprietario dei locali, vietando a terzi di entrarvi o sostarvi. La violazione dell’ingiunzione è punibile con un’ammenda; la ripetizione delle violazioni può portare ad una pena detentiva della durata massima di 4 mesi.