Riduzione dei decessi correlati all'uso di stupefacenti

Ogni anno, nell’UE ed in Norvegia, vengono registrati circa 8 000 decessi improvvisi correlati agli stupefacenti, in gran parte nella popolazione giovanile. Il tributo che la società paga per i decessi correlati all'uso di stupefacenti diventa ancor più evidente se viene espresso in termini di «anni di vita perduti» (76). Il tributo pagato dall’Inghilterra e dal Galles nel 1995 per i decessi correlati all'uso di stupefacenti è stato così pari al 70% del tributo pagato per gli incidenti stradali (ACMD, 2000).

I risultati indicano che si potrebbe fare molto per ridurre il numero dei decessi, mediante svariati approcci di natura medica ed educativa (77). Si è riscontrato che l’accresciuta disponibilità di trattamenti farmacologici sostitutivi, che hanno un sostanziale effetto protettivo sulla mortalità (OMS, 1998), è correlata ad una riduzione dei decessi da overdose in Francia e Spagna, anche se la diminuzione percentuale del consumo di stupefacenti per via parenterale in Spagna può aver contribuito in maniera considerevole (OEDT, 2002a). I programmi educativi destinati ai tossicodipendenti, perché identifichino i rischi, riconoscano i segnali dell'overdose e rispondano correttamente, hanno fornito effetti positivi, aumentando la competenza degli stessi tossicodipendenti a fornire un aiuto quando sono testimoni di un'overdose.

Le strategie locali per ridurre i decessi da overdose ad Oslo, Copenaghen, Amsterdam e Francoforte, sono state l’argomento di uno studio dal quale è emerso che, per quanto i livelli esistenti ed i modelli di consumo degli stupefacenti rappresentino dei limiti rispetto ai risultati che si possono conseguire, le politiche locali possono effettivamente contribuire a ridurre il numero dei decessi (Reinås et al., 2002).

La riduzione dei decessi correlati all'uso di stupefacenti, che è un elemento chiave inserito nell’obiettivo 2 della strategia dell’Unione europea in materia di droga (2000–04), viene considerata sempre più seriamente come un obiettivo raggiungibile. È identificata come una delle priorità dalle nuove strategie nazionali in materia di droga di Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Finlandia e Regno Unito. Sono segnalate anche strategie di carattere locale per ridurre i decessi da overdose (cfr. tabella 11 OL).

Le risorse informative sulla prevenzione delle overdose sono disponibili nella maggior parte dei paesi. Corsi di formazione di base destinati ai tossicodipendenti per apprendere i metodi di rianimazione sono erogati dai servizi sanitari per tossicodipendenti, anche se la copertura territoriale di questi corsi di primo soccorso è spesso limitata ai grandi centri urbani (cfr. tabella 11 OL).



La distribuzione di una sostanza antagonista degli oppiacei, il naloxone, è una delle misure adottate in alcuni paesi allo scopo di ridurre le overdose da eroina (Sporer, 2003). In Italia, un numero significativo di «unità di strada» fornisce naloxone ai tossicodipendenti, una sostanza che può essere somministrata come misura d’emergenza temporanea in attesa del soccorso medico. A Berlino uno studio pilota relativo al mix di corsi di formazione di primo soccorso e distribuzione di naloxone ha riscontrato una maggiore competenza a reagire in maniera adeguata nei casi di emergenza e, nella stragrande maggioranza dei casi (93%), un uso pienamente giustificato, sul piano medico, della sostanza antagonista (Dettmer, 2002). Lo stesso studio ha sottolineato inoltre l’importanza del naloxone per i casi di emergenza che si manifestano a livello domestico.

Nelle città europee caratterizzate da ampie zone dove il consumo di droga avviene sotto gli occhi di tutti, i decessi da overdose avvenuti in luoghi pubblici hanno destato particolare preoccupazione. In alcune città tedesche e spagnole sono state introdotte strutture «controllate» per il consumo di stupefacenti, mirate ai gruppi, spesso emarginati, che frequentano queste zone. Locali per il consumo di stupefacenti sotto controllo si trovano anche nei Paesi Bassi. Tra gli altri servizi essi forniscono un’assistenza immediata, di emergenza, nei casi di overdose. Uno studio realizzato in Germania su questi locali (Poschadel et al., 2003) ha riscontrato che essi hanno contribuito in maniera significativa ad una riduzione dei decessi correlati all'uso di stupefacenti nelle città ed hanno migliorato l’accesso ad altri servizi sanitari e terapeutici per consumatori problematici che non sono raggiunti da altri servizi.


(76) Anni di vita perduti: sulla base dell’aspettativa di vita dell’individuo, se non fosse deceduto a seguito del consumo di stupefacenti (ACMD, 2000, pag. 56).

(77) Sono stati esaminati gli aspetti tossicologici, le variabili ed i rischi di natura sociale e individuale, le circostanze in cui i decessi e le overdose non letali si sono verificate e le strategie di prevenzione, cfr. Varescon-Pousson et al. (1997), Hariga et al. (1998), Seaman et al. (1998), Víllalbi e Brugal (1999), ACMD (2000), Ferrari et al. (2001), Lepère et al. (2001), Brugal et al. (2002), Buster (2002), Kraus e Püschel (2002), Origer e Delucci (2002), Pant e Dettmer (2002).