Alternative al carcere

A partire dalla fine degli anni Novanta, si sono andate espandendo negli Stati membri dell’UE alcune alternative al carcere (cfr. grafico 41 OL) basate sulla comunità locale ed indirizzate ai consumatori di stupefacenti coinvolti in reati (cfr. tabella 14 OL). Si sono sviluppate nell’ambito di un ampio quadro di innovazioni della politica penale, le cui altre componenti principali sono la mediazione e la riparazione (vale a dire, una tendenza verso il servizio alla comunità). Fondamentalmente, le alternative consistono nel fornire soluzioni terapeutiche. È provato che le soluzioni terapeutiche sono efficaci per ridurre il consumo di stupefacenti e la criminalità (Stevens et al., 2003). Il trattamento può essere particolarmente efficace per ridurre la criminalità se è diretto ai soggetti che fanno uso di stupefacenti da lungo tempo, ai soggetti cioè che sono responsabili della maggioranza dei reati minori. Inoltre, le sentenze di condanna al carcere si sono dimostrate essere inefficaci come deterrente contro la piccola criminalità (Brochu, 1999).



Non c’è nessuna prova incontrovertibile che l’approccio al trattamento quasi obbligatorio dia esiti positivi. La ricerca europea tende ad essere più scettica al riguardo della ricerca americana, che, sin dagli anni Settanta, segnala risultati positivi. Occorrono altre ricerche sui processi e sui risultati, e queste ricerche devono includere sia studi di carattere quantitativo che qualitativo. Tuttavia, la valutazione di un programma danese che prevede che chi ha commesso un reato sconti la pena in un reparto speciale di terapia all’interno del carcere, ha riscontrato una diminuzione del tasso di criminalità, specialmente quando l’alternativa al carcere viene offerta a criminali inveterati (Relazione nazionale danese, 2002). Il progetto Triple Ex dell’Aia, un tipo di trattamento coercitivo, ha riscontrato che quanto maggiore è la durata del trattamento, tanto minore è il tasso di ricaduta (Vermeulen et al., 1999).

Molti dei fattori cui viene ascritta la mancanza di successo di alternative alle sanzioni detentive sono collegati al carente coordinamento dei diversi settori coinvolti, vale a dire giustizia, servizi sanitari e sociali. È tipico che le valutazioni rivelino vuoti nel finanziamento delle terapie (80), la mancanza di una netta linea di demarcazione tra i ruoli dei giudici ed il personale terapeutico per quanto riguarda chi dovrebbe determinare il tipo migliore di trattamento, oltre a servizi terapeutici inadeguati a livello di comunità locale (OEDT, 2003a). Una valutazione condotta dal Community Service Order, uno degli strumenti di cui dispone l’apparato giuridico irlandese per dirottare i consumatori di stupefacenti dalle carceri a forme alternative di pena, mostra come la collaborazione formale e/o informale tra giustizia, servizi sanitari e sociali, sia essenziale per il successo (Expert Group on The Probation and Welfare Services, 1999).

I sistemi giudiziari degli Stati membri prevedono misure specifiche rivolte ai giovani consumatori di droga, tra cui gli interventi precoci e le alternative ai procedimenti giudiziari. Gli interventi precoci hanno lo scopo di prevenire la criminalità agendo nella fase iniziale del percorso criminoso Una delle misure applicate più sovente negli Stati membri e di evitare o ritardare la prima condanna di incarcerazione trasferendo i giovani dal sistema di giustizia penale ad un programma socio-sanitario alternativo. In Portogallo, le commissioni per la dissuasione dall’abuso di droga sono un esempio di struttura creata per attuare alternative ai procedimenti giudiziari. Sono state istituite nel 2001 quando è stato depenalizzato il possesso di droga per uso personale. La valutazione dopo un anno mostra risultati positivi nella prevenzione dello sviluppo del problema della droga e nella diminuzione del periodo di tempo tra l’inizio del consumo problematico e il ricorso ad istituzioni terapeutiche (relazione annuale portoghese 2002).


(80) La valutazione di un progetto svedese di alternativa al carcere ha mostrato la mancanza di sostegno finanziario per il pagamento dei trattamenti terapeutici al termine del periodo di condanna (Relazione nazionale svedese, 2003).