La spesa per la riduzione della domanda di stupefacenti

Per il calcolo di «una lista» della spesa pubblica diretta complessiva per la riduzione della domanda di stupefacenti negli Stati membri dell’UE è stato tentato un confronto della spesa simile tra paesi diversi, sulla base dei dati ricevuti dai punti focali nazionali.

Per quanto siano state adottate tutte le possibili precauzioni statistiche, non è stato possibile ovviare al fatto che i dati segnalati a volte corrispondono a categorie diverse in paesi diversi e che in alcuni paesi i dati non sono disponibili. Infatti, per Belgio, Danimarca, Italia e specialmente Germania e Svezia mancano informazioni importanti sulla spesa per la riduzione della domanda e quindi la cifra totale è notevolmente sottostimata. Nel caso di altri paesi (Grecia, Spagna, Francia, Lussemburgo, Austria e Portogallo) i dati possono essere considerati più completi, nonostante alcune incertezze residue riguardo alle categorie di spesa incluse. Nei Paesi Bassi ed in Norvegia, in particolare, le stime segnalate riguardano droghe illecite insieme ad alcool, il che rende piuttosto alti i dati finali per questi due paesi in confronto agli altri. Infine, la maggior parte dei dati si riferisce al 1999 (dati di base per il processo di valutazione del piano d’azione dell’UE), anche se con alcune eccezioni. Per l’Irlanda, i dati segnalati riguardano la spesa pianificata dallo stato per l’anno 2000 nel settore della riduzione della domanda, per la Francia i dati risalgono al 1995 e per il Regno Unito si riferiscono all’esercizio 2000–01. Nell’interpretare le cifre riportate nella tabella 6, bisogna quindi tenere conto delle suddette limitazioni.

Tabella 6: Ripartizione della spesa pubblica diretta – cifre in milioni di euro ricavate dalle relazioni nazionali Reitox 2002

Paese

Milioni di €

Categorie di spesa nel 1999

Belgio

139

Trattamento (100); riabilitazione (22,5); metadone (8,9); comunità e regioni: prevenzione, cura, formazione, coordinamento (8,3) (non inclusi: 7 milioni di € assegnati alla prevenzione della criminalità dal ministero dell’Interno)

Danimarca

67

Spese per «tossicodipendenza» per contee e per comuni DKK 495,5 (66,5); prevenzione a livello centrale DKK 6,2 (0,8), non nota in contee e comuni.

Germania

343,2

Alloggi di emergenza (3,0), affiancamento psicosociale (13,3); 951 strutture consultive a livello ambulatoriale (57,91); riabilitazione in ambito ospedaliero (25% di 434 milioni di euro (99,7)); inserimento nel lavoro (4,3); assistenza domiciliare (8,0); trattamento in reparti ospedalieri dedicati alle tossicodipendenze (97,0); terapia sostitutiva (non nota, ma stimata ad un minimo di 30,0), linee di bilancio dei Laender «tossicodipendenze» 23,9% (parte relativa alla droga)di 127 milioni di € (30,0) (non inclusa la spesa per procedimenti giudiziari e applicazione delle leggi).

Grecia

16,2

39 centri di prevenzione (OKANA), stipendi e personale (KETHEA), spese operative e di abitazione (2,4); trattamento: in situazione di astinenza (drug-free), terapia sostitutiva ed a bassa soglia (11,9); reinserimento sociale (0,3); ricerca (0,3) OKANA, dati non inclusi; istruzione (0,8), alcuni costi di amministrazione centrale (0,5)

Spagna

181,5

Livello centrale: ministeri degli Interni (GDNPD), della Difesa (prevenzione) della Salute e dei consumi, dell’Istruzione e della cultura, degli Esteri, del Lavoro e degli affari sociali (19,8); fondo di beni confiscati allocati alla riduzione della domanda 66% (2,8); Comunità autonome (158,7, di cui 22,3% dal GDNPD)

Francia (1995)

205,8

Subutex (91,4); salute sociale e affari urbani (101,9); istruzione (ricerca) (6,6); gioventù e sport (1,3); occupazione e formazione (0,12); MILDT (66% di 6,9 milioni di euro (4,5) (non inclusi: cooperazione internazionale e sovvenzioni a organizzazioni internazionali).

Irlanda (2000) Spesa statale stimata

57,1

Ministero della Salute e dell’infanzia (trattamento, prevenzione, ricerca) (32,0); ministero delle Imprese, del commercio e dell’occupazione (reinserimento) (6,0); ministero dell’Istruzione e della scienza (prevenzione) (7,5); ministero del Turismo, dello sport e del tempo libero (prevenzione, ricerca, valutazione, coordinamento) (11,6).

Italia

278,5

Trattamento ambulatoriale (99,1); trattamento residenziale e semiresidenziale (88,8); progetti del fondo nazionale antidroga promossi a livello locale/regionale (67,6); progetti del fondo nazionale antidroga appoggiati dai ministeri (23,0), otto regioni non hanno fornito dati e la maggior parte delle altre hanno fornito solo dati parziali

Lussemburgo

13,7

Ministero della Sanità (5,7); della Famiglia, della solidarietà sociale e della gioventù (2,3); dell’Istruzione, della formazione professionale e dello sport (0,5); altri ministeri (0,3); rimborsi sicurezza sociale (4,9).

Paesi Bassi

287,9

Legge generale riguardante la gestione delle malattie particolari (agli uffici regionali di assistenza ed alle cliniche per le tossicodipendenze) (76,0); ministero della Salute, del welfare e dello sport (assistenza per le tossicodipendenze a livello ambulatoriale) (74,2); fondi per i tossicodipendenti senza fissa dimora, tossicodipendenze trascurate (circa due terzi di 150 milioni di euro (112,5)); disturbi correlati alle droghe (24,1); attività di prevenzione della droga (1,1) (la maggior parte dei dati riguardano droga più alcool).

Austria

52,3

Fonti federali, provinciali e comunali, compresi fondi di assicurazione sulla salute, servizi d’impiego pubblico e il Fondo Austria sana: prevenzione primaria (2,4); attività di prima assistenza e riduzione dei danni (3,3); consulenza, assistenza e trattamento (40,7); reinserimento (4,2); assicurazione della qualità (0,6); altre spese/non attribuibili (0,8).

Portogallo

71,7

Presidenza del Consiglio dei ministri (16,2); ministero della Sanità (41,6); ministero dell’Istruzione (3,1); ministero dell’Occupazione e degli affari sociali (9,5); ministero della Difesa (1,2).

Svezia

62,5

Stime molto grossolane dei costi per la riduzione della domanda di alcool e droga (Tullverket, 2000), Comuni 300 SEK (30 €), Contee 250 SEK (25 €) e Stato 50 SEK (5€), Organizzazioni, fondazioni e società non governative 25 SEK (2,5 €).

Finlandia

76,2

Assistenza sanitaria (a livello ospedaliero) (15,1); assistenza sanitaria (a livello ambulatoriale) (7,9); pensioni correlate alle droghe (4,3); sovvenzioni malattia correlate alle droghe (0,5); risarcimenti (compagnie di assicurazione) (0,9); servizi che si occupano di abusi di sostanze varie (a livello ospedaliero/ambulatoriale) (26,5); rendite (4,8); prestazioni assistenziali dedicate ai figli (10,9); ricerca e prevenzione (5,2).

Regno Unito (2000–01)

466,3

Stima per l’esercizio 2000-2001 (12 mesi al 31 marzo 2001), trattamento £234 milioni (367,4€); protezione della gioventù (prevenzione) £63 milioni (98,9€).

Norvegia

224,9

Stima dei costi a livello centrale, regionale e comunale per servizi relativi a droga e alcool: attività di prevenzione, trattamento ed assistenza sanitaria (a livello ospedaliero/ambulatoriale, in situazione di astinenza, terapia sostitutiva), servizi sociali per i tossicodipendenti (attività di prima assistenza, riduzione dei danni/rischi, riabilitazione e reinserimento.

Fonti: Relazioni nazionali Reitox 2002.

Nel 1999 le somme complessivamente spese dai paesi dell’UE nel campo della riduzione della domanda di stupefacenti sembrano riflettere fondamentalmente la dimensione e la ricchezza di ciascun paese (Kopp e Fenoglio, 2003). Non sorprende il fatto che i paesi più grandi e più ricchi (Germania, Francia, Italia e Regno Unito) risultano aver assegnato, in valori assoluti, risorse finanziarie superiori rispetto ai paesi piccoli, per quanto la spesa sia relativamente elevata anche nei Paesi Bassi ed in Norvegia (forse perché nei dati sono inclusi gli interventi per l’alcolismo).

Da alcune ricerche (Godfrey et al., 2002; Origer, 2002; Kopp e Fenoglio, 2003) risulta che stime di questo tipo possono essere una fonte d’informazione preziosa a livello nazionale. I confronti nel tempo all’interno di un paese possono rivelare un aumento o una diminuzione nelle dotazioni di bilancio relative alla droga. I confronti tra settori (domanda, offerta, cooperazione internazionale, ecc.) possono rivelare, oltre alle strategie ufficiali, lo sforzo finanziario veramente effettuato nell’affrontare il fenomeno della droga.

A livello dell’UE, i confronti tra paesi (i più complicati) possono rivelare caratteristiche comuni, o differenze, negli importi allocati alla politica sulla droga e permettere che la spesa venga confrontata con una media europea o con regioni del mondo.

Inoltre, l’uso di indicatori macroeconomici (quali il prodotto interno lordo (PIL), la popolazione totale, la spesa statale totale, o il numero di consumatori problematici di droga) a livello nazionale ed europeo può aiutare a misurare l’entità della spesa ed a dare un’interpretazione più informativa dei dati che, da soli, non sarebbero molto utili.

Infatti, il confronto tra la spesa per la riduzione della domanda di stupefacenti e, ad esempio, il prodotto interno lordo (PIL) di ciascun paese rivela quale percentuale della sua ricchezza un paese è disposto a spendere per prevenire il consumo di droga e per combatterne le conseguenze. Stando ai dati raccolti in questa ricerca, risulta che nel 1999 la Norvegia ha assegnato a tale fine lo 0,1% circa della sua ricchezza economica (PIL), seguita da Paesi Bassi (0,078%) (sebbene entrambi i paesi abbiano incluso nelle loro stime droga e alcool). Portogallo (0,074 %), Finlandia (0,073 %) ed Irlanda (0,070 %) hanno speso la percentuale più alta di PIL in attività di riduzione della domanda; in confronto, i paesi più grandi ed apparentemente più ricchi sembrano più indietro nella classifica, ma ciò può essere dovuto al fatto che per questi ultimi mancano dati.

L’interpretazione di queste informazioni non è semplice, e non soltanto per la mancanza di dati. La percentuale di ricchezza dedicata al controllo delle tossicodipendenze negli Stati membri dell’UE può essere interpretata come il riflesso della dimensione assunta dal problema della droga o come espressione della risposta ad esso (ma anche in entrambi i modi), oppure come il riflesso del livello degli interventi sociali e sanitari nella popolazione. Approfondire questi temi può servire a capire meglio il fenomeno ed il sistema della stima dei costi.

Un altro modo per analizzare la spesa pubblica è quello di osservarla nel contesto dell’area in cui si intende operare, in questo caso i consumatori problematici di stupefacenti (112). Utilizzando come indicatore il numero stimato di consumatori problematici di stupefacenti, si può calcolare la spesa pro-capite destinata ai soggetti che hanno maggiormente bisogno di assistenza. Sfortunatamente, questo calcolo è ostacoto da due problemi: in primo luogo, i dati non riguardano necessariamente e direttamente i consumatori problematici di stupefacenti (tossicodipendenti) poiché la prevenzione, l’educazione e il coordinamento possono essere rivolti anche a persone che non sono classificate come consumatori problematici di stupefacenti; in secondo luogo, il calcolo del numero dei consumatori problematici di stupefacenti è piuttosto incerto per ovvie ragioni.

Anche qui, secondo i nostri dati, il valore dei servizi consumati da ciascun tossicodipendente bisognoso è notevolmente più elevato in alcuni paesi (Finlandia, Lussemburgo, Austria) che in altri (Grecia, Portogallo, Francia, Regno Unito). Ciò potrebbe essere interpretato come il risultato di un più forte impegno nei servizi relativi alla droga da parte del primo gruppo, però è più probabile che i dati dipendano dalla qualità e dal tipo d’intervento. Infatti, le differenze nei livelli di spesa non si traducono automaticamente in differenze di livelli d’impegno, ma piuttosto in diversi gradi di reazione, che sono determinati dalla specificità della situazione.

Insieme con la spesa per i consumatori problematici di stupefacenti, è utile calcolare l’incidenza della politica di riduzione della domanda di stupefacenti sulla società nel suo complesso. Se si considera la spesa per la riduzione della domanda di stupefacenti nei 16 paesi studiati (15 Stati membri e Norvegia) e si considerano i dati a disposizione (tabella 6), risulta che l’importo totale (minimo) speso nell’UE nel 1999 per la prevenzione del consumo di droga e per la cura dei tossicodipendenti ammonta a circa 2,3 miliardi di euro, il che significa che ogni cittadino dell’UE ha contribuito con un importo compreso tra 5 e 10 euro. Ovviamente questo contributo è probabilmente molto più elevato.

Infine, come è stato sottolineato da diversi partecipanti alla ricerca, per la ricerca tra paesi sarà indispensabile una metodologia comune se questo tipo di informazione e la sua successiva analisi si riveleranno utili per il processo decisionale.


(112) Il consumo di stupefacenti per via parenterale oppure il consumo di lunga durata/regolare di oppiacei, cocaina e/o anfetamine. Per calcolare la spesa pro-capite per i consumatori problematici di stupefacenti, è stato utilizzato il numero stimato di consumatori problematici di stupefacenti, così come è segnalato dai punti focali nazionali, che usano tassi medi. Per maggiori informazioni, cfr. tabella statistica 4: Numero stimato di consumatori problematici di stupefacenti negli Stati membri dell’UE, 1995-2001.